Francesco Tullio Altan

   
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Gianni Amico by
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Poppi by
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Gianni Barcelloni by
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Io, cineasta, prima d'incontrare Cipputi

ALTAN

TUTTO INIZIA nel gennaio dei 1967. Arriviamo a Rio con un 707 della Varig per girare un film sulla musica popolare brasiliana, prodotto da Gianni Barcelloni. Siamo Gianni Amico, Giorgio Pelloni e io.

Il coproduttore brasiliano è Ia famosa Mapa Filmes, the ci accoglie all'aeroporto nella persona di Zelito Viana. L'ufficio in centro, al quattordicesimo piano. Manca Ia luce per molte ore ai giorno perciò si sale a piedi. Fa caldo. In mezzo all'ufficio un office-boy siede davanti a un telefono nero posato su uno sgabello e aspetta the si liberi Ia linea. Quando succede - raramente _ è una festa. Appaionogli amici di Gianni: Glauber, Saraceni, Barreto e Gustavo Dahl, col suo italiano stentoreo e raffinato.

A mezzogiorno vedo per Ia prima volta Copacabana seduto al ristorante Lucas davanti a un piatto di brodo bollente con pollo e riso dentro che, mi dicono, si chiama "canja". Indosso da ore un pesante giubbotto di renna the mi togliero solo alie quattro di mattina.

Si gira, fra Rio e Bahia, il film sulla musica (Vinicus, Caymm, Bethania, Gil, Pixinguinha, carnevale eccetera eccetera) e nel frattempo si inventa il soggetto di Tropici, assieme a P. C. Saraceni. Andiamo a una festa che è una scena dei film di Leon Hirszman, A garota de Ipanema.

La mia principale mansione é per il momento quella di sdoganare pellicola a 16 mm. e lampade the arrivano dall'Italia per sostituire quelle the si bruciano di continuo. Accompagno un tipo dei consolato the sa come subordinare i doganieri. Taccio e cerco di imparare Ia lingua.

Si gira Tropici nel Nordeste, Joel Barcellos è il protagonista. Faccio un po' il fónico, con Zé Antonio Ventura. Gianni Amico torna a casa a montare il film e not continuiamo a girare cose in Amazzonia. Imparo a parlare portoghese. A Natale si conclude il primo capitolo brasiliano.

II secondo capitolo comincia in agosto dei 1970. Torniamo a Rio per girare, sempre per Ia Rai, Tatu Bola. Il regista è Gianni Barcelloni, il fotografo Zé António Ventura, Ia storia _ molto molto snella - l'abbiamo inventata io e Joel Barcellos. I costumi di Mara Chaves, da allora mia moglie. La musica è di Gato Barbieri e Glauber Rocha fa un cammeo nel ruolo dei Governatore. Alla fine delle riprese gli italiani tornano in patria e io resto per il montaggio the è affidato a Gustavo Dahl. Finito il montaggio Ia copia va a Roma e io resto tout-court.

David Neves mi fa conoscere Ziraldo, Jaguar e altri umoristi, nell'attesa che qualcosa succeda, disegno.

Poi:\ È nata mia figlia.\ Si gira Uirà, film di Gustavo Dahl, fra gli indios dei Maranhão, in mezzo alla foresta. Gli ornamenti di prime sono di Mara, Ia fotografia di Rogerio Noel. La protagonista è Ana Maria Magalhães. Uindio protagonista si chiama Enrico Vidal, è biondiccio e un po' calvo, ma tormentato come James Dean. Gli indios veri fanno Ia spola con le batterie della cinepresa fra il villaggio e un avamposto di frontiera dove Mair Tavares - direttore di produzione detto "indio" - le fa ricaricare. Le batterie si scaricano regolarmente durante il tragitto di ritorno.

Si gira Os condenados diretto da Zelito Viana e fotografato da Dib Lufti, detto il "turco". Mara e io facciamo costumi e scenografie per le quali vinceremo Ia "Coruja de ouro" (Civetta d'oro, specie di Oscar, the i ladri crederanno essere d'oro, e ruberanno).

Faccio delle collaborazioni a "O Pasquim" e sul "Jornal do Brasil" escono le prime storie per bambini. Lavoro in un'agenzia di pubblicità semiclandestina chiamata Cn (da Cinema Novo). Facciamo tra l'altro il manifesto di Quando o carnaval chegar, di Cacà Diégues. Il mio capo è Paulo Sergio de Almeida, che diventerà regista. Abita con not in una casa che ci ha subaffittato il regista Miguel Faria. La mamma di Júlio Bressane è nostra vicina.

Si gira O casamento di Arnaldo Jabor, protagonista Adriana Pietro, nel film c'è un assassinio mediante pugnale. Tra gli attrezzi di scena di "O mundo teatrale" che lo noleggia, si trova un solo coltello con lama rientrante per fingere Ia pugnalata, ma non funziona bene.

Disegno dei cartoncini di auguri per compleanno, matrimonio eccetera con frasi spiritose in portoghese da me inventate, parlo male l'italiano. Si gira, tra Rio e Tiradentes, Minas Gerais, un film diretto da Pierre Kast, Un animal doué de deraison, con attori mezzo francesi e mezzo brasiliani. Storia mezzo moderna e mezzo d'epoca. Riprese mezzo noiose e mezzo tragiche.

Si vede il direttore di produzione (detto "homen santo") piangere per lo sconforto, uno degli attori (tece Valadão) prestargli i soldi per pagare Ia mensa a Dib Lufti (detto "turco") calpestare il ciak per celebrare Ia fine delle riprese. Miguel Paiva, amico disegnato re, mi suggerisce di contattare un'agenzia di Milano, Ia Quipos, per vedere se interessano i miei disegni. Comincio a collaborare con "Linus" - dove mi credono brasiliano - e con I"'Espresso". Disegno le prime storie di Pimpa per il "Corriere dei Piccoli".

Si presenta Ia possibilità di fare scene e costumi per un film di Mareei Camus, mezzo francese e mezzo brasiliano. Vendiamo il telefono e partiamo per Milano. È l'agosto dei 1975.

   

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