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ROMA
- É morto oggi a Roma Gianni Amico,
regista e sceneggiatoie di cinema e televisione.
Era nato a Loano il 27 dicembre del 1933.
Come sceneggiatore Amico aveva collaborato
con Bernardo Bertolucci a film come "Prima
della rivoluzione" e "Partner",
mentre tra le sue opere di regista cinematografico
ci sono i film "Inchiesta",
"Le cinque stagioni" ed "Io
con te". Appassionato di jazz, Amico
è stato tra i pochi registi a lavorare
sul con "Noi insistiamo", ispirato
ad un celebre lp di Max Roach. Prima di
abbandonare l'attività a causa
della malattia, stava lavorando a un film
sul celebre chitarrista zigano, Reinhardt.
Per la televisione aveva diretto "Le
affinità elettive". I funerali
si svolgeranno oggi alle 11 presso la
chiesa del Quo Vadis.
Nello
scorso novembre, all'età di 57
anni, è morto Gianni Amico. Con
molti di not di Cinemasessanta Gianni
aveva da tanto tempo un rapporto amichevole,
fraterno con alcuni. La morte di un amico,
di un amico fraterno, lascia, assieme
al dolore, un senso di ribellione e impotenza,
che fa sentire inadeguata qualsiasi parola.
Interiormente Gianni era una persona estremamente
ricca, e questa ricchezza l'aveva tutta
investita nelle relazioni umane, come
ben sanno quanti Io hanno frequentato,
e nella sua opera. Dopo l'importante lavoro
svolto, dal 1960 al 1965, come direttore
della Rassegna internazionale del cinema
latinoamericano di Santa Margherita e
di Sestra Levante, si era trasferito a
Roma dove, senza smettere di impegnarsi
come organizzatore culturale nelle manifestazioni
the intedevano promuovere il "nuovo
cinema" (dapprima la Mostra internazionale
del cinema libero di Porretta Terme e
poi la Mostra internazionale del nuovo
cinema di Pesaro), inizia l'attività
di cineasta, come documetarista, sceneggiature,
autore.
I
primi documentari (Noa insistiamo e Appunti
per un film sul jazz) rivelano la sua
spiccata vocazione cinematografica e,
insieme, un'altra sua passione intellettuale,
quella per il jazz. Cosi come la sua collaborazione
alle sceneggiature di Prima della rivoluzione
e di Partner evidenziano the il suo aurore
per il cinema era soprattutto coinvolgimento,
anche morale, per un cinema diffe , ua
e a appuntio quello di Bertolucci o di
Godard con cui sceneggia Vento Dell' Est,
sceneggia Der leone have sept cabesas.
E différente è la sua opera
d'esordio, Tropici, il primo film prodotto
dalla RAI. Girato in Brasile nel 1967,
Tropici è una felice, personalissima
sintesi di poética rosselliniana,
misura stilistica, vigore narrativo: la
sua testimonianza di verità è
tale da far dire a Glauber Rocha the "Gianni
A mico è un regista italiano più
brasiliano di Pelé". Negli
anni Settanta continua a lavorare con
la televisione dirigendo due Tv/movie
(L'Inchiesta nel 1970 e Ritorno nel 1972)
e due sceneggiati (Le cinque stagioni
nel 1974 e Le affinità elettive
nel 1978), the restano tra gli esempi
più persuasiva di come il linguaggio
cinematograffco possa essere validamente
impiegato in funzione del video. Solo
nel 1983, grazie a Bernardo Bertolucci
the glielo produce, riesce a fare il suo
primo film per il grande schermo: Io con
te non ci sto più, una commedia
the non ha successo, e the Io costringe
a lunghi anni di inattività cinematografica,
durante i quali gira diversi servizi televisivi
(tra cui bellissimo quello su Antonio
Gramsci). Del 1989 è il suo ultimo
film, Un aurore sconosciuto, prodotto
anch'esso dalla televisione e tuttora
inedito. Per ricordare Gianni riproponiamo
un suo scritto the era stato pubblicato
nel catalogo dell'edizione 1988 degli
"Incontri Cinematografici di Sorrento,
dedicati quell'anno al cinema brasiliano.
È uno scritto the fa capire com'era
Gianni, e quanto erano grandi la sua generosità
e la sua intelligenza
BRUNO TORRI
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